Palinsesti 2024
Giunta alla diciannovesima edizione, “Palinsesti 2024” si rinnova. Alla formula consueta che vede una serie di mostre temporanee diffuse in più sedi espositive del centro storico del Comune di San Vito al Tagliamento, infatti, si è affiancato “Palinsesti Festival” nelle giornate del 19 e 20 ottobre: due giorni di incontri e conferenze per riflettere su temi del contemporaneo e della ricerca artistica attuale. Dal 16 al 20 ottobre, inoltre, San Vito al Tagliamento e il suo territorio sono stati teatro dei tre workshop aperti al pubblico organizzati dall’Accademia di Belle Arti di Venezia, che da quest’anno si affianca all’Università di Udine nella progettazione della manifestazione. Come nelle passate edizioni, infatti, Palinsesti si presenta come un’importante occasione formativa per nuove generazioni di critici, curatori e giovani artisti.
A fare da filo conduttore, per buona parte delle esposizioni – offrendo una linea di fondo per il festival – è il rapporto tra arte e fotografia. È questo, infatti, il tratto che accomuna la mostra di Silvio Wolf all’Antico Ospedale dei Battuti e quella di Roberto Kusterle all’Essiccatoio Bozzoli. Nelle sale al primo piano del Castello, invece, ha trovato spazio la mostra di Andrea Kvas, vincitore dell’ultima edizione del Premio In Sesto e autore di un’opera d’arte site-specific per l’auditorium “H. Zotti”.
Le ricerche artistiche di Roberto Kusterle e Silvio Wolf, così diverse fra loro per spirito e intenti, costituiscono due esempi lampanti delle possibili intersezioni fra arte e fotografia. Per entrambi, scrollatisi di dosso qualsiasi concessione alla cronaca e al reportage, la fotografia è uno strumento messo al servizio di un’esigenza estetica o speculativa più profonda: da una parte si piega alle esigenze di un’iconografia visionaria; dall’altra, invece, mette in campo una realtà nuova e inedita, spesso portatrice di profonde implicazioni concettuali, che non può esistere fuori dagli strumenti e dai supporti tipici della fotografia.
Come di consueto, Palinsesti vuole essere al contempo un’occasione di ricerca ma anche di sensibilizzazione per i non addetti ai lavori – nonché un banco di prova per le nuove generazioni di futuri storici dell’arte formatesi nell’ateneo udinese – portando a San Vito al Tagliamento il panorama dell’arte attuale e chiedendo al pubblico una partecipazione attiva agli eventi e alla vita della manifestazione.