La fotografia dei luoghi
Incontro con Alessandro Ruzzier. Dialoga con Giada Centazzo, Antonio Garlatti e Giorgia Gastaldon
A partire dagli anni Ottanta, la fotografia italiana vive una trasformazione profonda nel modo di guardare il territorio: non più solo come sfondo pittoresco, o come “cosa da rappresentare”, ma come soggetto vivo, mutevole, portatore di stratificazioni storiche, sociali e culturali. È l’epoca in cui prende forma ciò che oggi si chiama la Scuola italiana di paesaggio, un insieme di pratiche che interrogano lo spazio, il luogo, la memoria, la presenza – a volte anche l’assenza – dell’uomo in rapporto con quanto lo circonda.
Luigi Ghirri è protagonista centrale in questo passaggio. Con il progetto Viaggio in Italia (1984), curato dallo stesso Ghirri insieme a critici come Arturo Carlo Quintavalle e Gianni Celati, si tenta una “rifondazione” dell’immagine del paesaggio italiano. Non più monumenti, né scorci turistici: i fotografi coinvolti (tra cui Ghirri, Basilico, Guidi, Olivo Barbieri, Vittore Fossati, Mario Cresci) esplorano luoghi periferici, spazi di passaggio, infrastrutture, aree industriali, strade provinciali, spiagge abbandonate. Un’Italia reale, trasformata, che sfugge agli stereotipi dell’immagine dell’Italia classica.
Su questo filone si inserisce anche la ricerca di Alessandro Ruzzier (Trieste, 1967). Il suo lavoro indaga le correlazioni tra l’uomo e il paesaggio e le diverse forme sociali, politiche e ambientali che queste relazioni assumono. Utilizzando metodologie che includono sia fonti documentaristiche che narrative combina il lavoro sul campo con la ricerca d’archivio con l’intento di ridefinire l’ordine apparente delle cose in una nuova relazione poetica ed esperienziale.
Alessandro Ruzzier è un artista visivo e sonoro.
Ciada Centazzo, storica dell’arte, curatrice indipendente.
Antonio Garlatti, coordinatore generale di Palinsesti Festival 2025, direttore e conservatore del Museo Diocesano di Arte Sacra di Pordenone.
Giorgia Gastaldon, ricercatrice di Storia dell’arte contemporanea all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, già curatrice generale della rassegna d’arte contemporanea Palinsesti.