Incubi su carta. Gli illustratori di Edgar Allan Poe
Incontro con Alessandro Botta
I racconti di Edgar Allan Poe sono stati fra i soggetti più fortunati della storia dell’illustrazione fra Otto e Novecento, complice l’immediato successo dello scrittore americano mediato, in Europa, dalla traduzione di Charles Baudelaire. A partire da queste premesse, artisti e disegnatori si sono cimentati a più riprese con l’intero corpus narrativo e poetico o con singoli racconti, che sollecitavano l’immaginario simbolista a cavallo fra i due secoli: un mondo notturno e inquietante, che rifletteva le paure e le angosce del tempo. La fortuna iconografica dei Tales e dei Poems di Poe si fonda sulle caratteristiche intrinseche delle sue opere: da un lato, i contenuti allusivi e simbolici si prestano a una resa idealizzata del motivo letterario; dall’altro, la minuziosa descrizione di ambienti e personaggi fornisce agli artisti un solido apparato di riferimenti visivi su cui articolare le proprie interpretazioni. A partire dalle prove di Édouard Manet e Gustave Doré, questo interesse si propaga lungo l’ultimo scorcio di secolo e approda al XX secolo, testimoniando la costante attenzione di artisti e illustratori verso i temi letterari dello scrittore e poeta americano.
Alessandro Botta insegna Storia dell’arte contemporanea all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Si è formato a Torino e ha conseguito il dottorato all’Università degli Studi di Udine. Si è occupato di arte italiana del XIX e XX secolo, nonché delle questioni inerenti alla critica d’arte tra i due secoli e al rapporto tra arti figurative e letteratura. Fra le sue principali pubblicazioni il libro Illustrazioni incredibili. Alberto Martini e i racconti di Edgar Allan Poe (Quodlibet 2017). Accanto agli impegni didattici e di ricerca, ha svolto attività di curatela per conto di istituzioni museali italiane e straniere, tra le quali, la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino, il Castello Sforzesco di Milano e il Chengdu Art Museum.