Figure evanescenti
Opere su carta degli allievi dellʼAccademia di Belle Arti di Venezia. Inaugurazione e visita guidata alla mostra
A cura di Francesca Battistutta e Mavi Modolo
Figure evanescenti vede esposte le opere su carta degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. La sede delle Antiche Carceri funge da cornice per un percorso esplorativo e sperimentale, atto a stabilire un dialogo tra i sette artisti protagonisti. L’esposizione si sviluppa secondo un itinerario tematico che include anche un’ampia selezione di tecniche grafiche differenti. Dalle più tradizionali xilografie, alle calcografie e tecniche di stampa ibride, dal disegno alla pittura, il supporto cartaceo resta l’unico comune denominatore.
La mostra prende avvio al piano terra con stampe in bianco e nero rappresentanti una natura pervasiva e mutevole, che sfugge ad ogni forma di domesticazione e controllo. Prati fioriti, paesaggi indefiniti fatti di mari e monti talvolta aspri e selvaggi, talvolta sfumati e inconsistenti, vengono gradualmente ripopolati di presenze.
Negli spazi naturali si insinuano progressivamente piccoli edifici e silenziose tracce antropiche in un processo di incontro tra civiltà e natura che infine porta irrimediabilmente la prima a fagocitare la seconda. Inquietanti scorci urbani e architetture impossibili plasmano quindi nuovi mondi immaginari in cui trova il suo spazio anche la figura umana. Non più solo sottintesa, come suggeriscono anche i titoli di alcune opere, ma finalmente espressa in tutta la sua innegabile corporeità. L’itinerario prosegue al primo piano con figure che manifestano via via contorni più definiti: sono apparizioni che diventano protagoniste di narrazioni oniriche e fiabesche proiettate verso il futuro, ma anche di un’iconografia sacra che reinterpreta e rilegge un passato lontano ma familiare. Fa qui la sua comparsa il colore, che imponendosi con forza ed intransigenza determina un’accelerazione del percorso. La figura che prima si era inserita silenziosamente, in modo cauto e progressivo, viene ora rapidamente annullata; scompare dalla carta senza lasciare alcuna traccia, dissolvendosi nella pura astrazione del colore. Audaci combinazioni cromatiche permettono di superare l’orizzonte figurativo per consentire infine un ritorno all’essenza bidimensionale e superficiale del supporto cartaceo.
La mostra vede protagoniste le opere di Martina Enrico, Simone Fochesato, Giacomo Fumagalli, Gaia Ghioni, Lenny Lucchese, Irene Paccagnella e Giulia Tombolato.